MOVIMENTO POLITICO DEGLI ECOLOGISTI

“Verso la metà degli anni ’80 il movimento ambientalista si presentava ai cittadini con programmi e contenuti e non vuote e mere ideologie . Con la caduta del muro di Berlino , abbiamo assistito non solo al crollo dell’ideologia marxista , ma di ogni altra ideologia , ma a quanto pare non sembrano essere del tutto tramontate . Il motivo forse è legato al nostro substrato culturale ,alla nostra storia , particolarmente attenti a cogliere le semplici categorie , piuttosto che le complesse sfumature , le quali, diversamente, richiedono una certa elaborazione e dovuta cognizione. Se dunque da una parte il movimento verde aveva avuto il merito di anticipare il sistema maggioritario superando per la prima volta le vecchie logiche e categorie di destra e di sinistra ,successivamente tutti hanno potuto assistere come con una scelta errata i Verdi del sole che ride abbiano trasformato una legittima istanza politica , in una istanza partitica . Questa è stata dunque la causa della perdita di centralità ,della spinta propulsiva, della sua credibilità : il verde velatamente si tingeva di rosso.” Presidente Ecologisti Dr. Roberto De Santis

Chi sono

Utente: ecologisti
Gli Ecologisti sono un movimento politico, sostengono una cultura di governo dell'ambiente e rifiutano la visione demagogica,integralista di stampo pre-illuministico dei verdi rossi. Siamo ecologisti perchè contrari ad ogni ideologia , combattiamo le vuote categorie di destra e di sinistra che riteniamo desuete per il XXI secolo. Siamo un movimento programmatico ed auspichiamo che in questo paese si arrivi ben presto ad un confronto solo sui programmi e non su schemi ideologici!!

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domenica, 01 novembre 2009

Ecco perchè la Trasparenza è fondamentale!

 Come già detto precedentemente , per capire quanto è successo a Viterbo tra il Pd e l’IDV , è sufficiente comprendere certi messaggi cifrati , comparsi ad esempio sul quotidiano Libero , poco prima delle elezioni del 2007 che riportavano come il Pd fosse sotto ricatto dell’IDV, o ,come già menzionato precedentemente , rileggere l’intervista di Verderami al Senatore a vita on. Cossiga, pubblicata dal Corriere della sera il diciannove dicembre del 2008 .
Fatta questa premessa , ricordiamo esattamente come sono andati i fatti. Il Senatore Pedica dell’Idv, poco prima delle politiche del 2007 , ci contatta per organizzare una lista al Comune di Viterbo. La presenza della lista di Di Pietro , alle elezioni del Comune di Viterbo, aveva una rilevanza fondamentale, in quanto, poiché in concomitanza con le politiche, avrebbe permesso una maggiore visibilità a livello regionale dell’Italia dei Valori , e , dunque la possibilità di superare nel Lazio la soglia del 4% che le avrebbe permesso di far scattare un secondo deputato. Questa era l’unica ambizione per l’Idv e null’altro. Dunque, l’accordo sottoscritto , siglato tra il nostro gruppo , gli Ecologisti e l’Idv, non ha mai riguardato , per quest' ultima formazione , questioni programmatiche , lasciandoci campo libero e permettendoci di presentare il nostro programma in piena autonomia. Chiaramente non ci lasciammo sfuggire l’occasione ,e presentammo autonomamente il nostro programma , inserendo al primo punto , la promozione di un modello comunale , che recepisse   la “Trasparenza amministrativa “ sul   modello svedese. Fu divertente notare ,la totale indifferenza dell’Idv, in merito alla nostra iniziativa, che, con evidenza , mirava, non alla trasparenza , ma, evidenziava, come la sua unica preoccupazione fosse di aumentare la sfera di potere con l’elezione di un altro deputato. L’ accordo siglato tra gli Ecologisti e l’Idv , scaturì anche per gli attriti di questi ultimi , con il candidato a sindaco del centro sinistra , l’on Sposetti , che si era rifiutato di stringere qualsiasi accordo a Viterbo con il partito di Di Pietro. Pertanto l’Idv , senza alcuna presenza significativa , era impossibilitata ad organizzare una sua lista senza l’aiuto del Pd. Era a tutti noto che il Pd , ed in particolar modo l’on. Sposetti , avesse un particolare astio nei confronti di Di Pietro. Infatti proprio in quei giorni, sul blog di Di Pietro , comparve una bella paginetta dal titolo “Mani Sporche” con un attacco diretto a Sposetti ed alla gestione dei debiti dei democratici di sinistra. Tali episodi attirarono ben presto l’attenzione dell’Agenzia “Il Velino” e di Gianni Fregonara con un articolo pubblicato sul Corriere della sera il 23/4/2008.
 
Pertanto tali fatti ,mettono in chiara luce ,e , sono la prova tangibile di nefandezze e comportamenti inverosimili verso il Pd ,da parte dell’Italia dei valori, proprio come affermato da Cossiga e dal quotidiano Libero. Evidenziano e mettono in luce un Di Pietro completamente diverso , che sembra interessato ad utilizzare l’arma della giustizia , più per soli fini di potere che non di interesse generale. Dunque se nel merito le iniziative di Di Pietro potevano essere condivisibili , esse avvenivano con modalità discutibili, che evidenziavano, non tanto la volontà di fare chiarezza su alcuni episodi del Pd , ma , bensì , di colpire l’avversario solo per proprio tornaconto.
La demagogia della nostra classe politica è sempre la stessa , apparentemente sembra elevarsi moralmente al di sopra degli altri , ma, in realtà , in ogni modo tenta di accalappiarsi solo serbatoi di voti , senza voler effettivamente mettere il cittadino nelle condizioni di poter essere parte attiva . Questa concezione, della nostra classe politica, non nasce a caso , ma,   dalla consapevolezza della mancanza di strumenti e di analisi di una larga parte dell’elettorato ,e, dunque, mentre apparentemente gli riconosce attraverso il “ diritto di voto “ la sensazione di poter realmente scegliere , determinare ed influire, in realtà le cose sono molto diverse.
Tornando alle elezioni di Viterbo , la scelta di presentare un programma , interamente incentrato sulla trasparenza amministrativa sul modello svedese, fu per la classe politica un elemento a dir poco devastante. Chiaramente,nei nostri confronti, vi era una certa avversione, e , pertanto, con pochissimi mezzi , fu estremamente difficile portare nelle case della gente le nostre proposte. 
Al secondo turno,improvvisamente, grazie a quelle poche interviste e comunicati che riuscimmo con grande abilità , superando l’ostracismo di una nomenclatura , a portare a conoscenza dell’opinione pubblica , la trasparenza amministrativa, in un sondaggio , era salita , tra circa una ventina di istanze programmatiche , al terzo posto. Tale sondaggio ,commissionato su internet ,e ,dunque, con un bacino elettorale sicuramente più colto ed elevato , aveva scoperto il tallone dei due maggiori contendenti in campo, Sposetti e Marini. Si apriva dunque uno spiraglio!
Ben presto infatti , arrivò la telefonata di Sposetti con il quale si concordò un incontro , che in verità fu molto breve. Chiesi al candidato sindaco di Viterbo per il Pd, in cambio del nostro appoggio al secondo turno , di recepire un punto fondamentale del nostro programma e pertanto di approvare uno statuto comunale incentrato sulla trasparenza amministrativa sull’impronta del modello svedese. Sposetti ci lasciò senza alcuna risposta definitiva che arrivò nel pomeriggio attraverso un suo personale comunicato stampa, pubblicato il 19/4/2008 al seguente link  http://ugosposetti.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1879137 che per mio diletto e spero anche il vostro riporto testualmente:
” Caro De Santis,
ho avuto modo di argomentare in questo mese di campagna elettorale e ragionare con te, anche questa mattina, sulla mia convinzione che palazzo dei Priori debba diventare una casa di vetro.
Il cittadino deve conoscere tutto quello che viene discusso e deciso in Comune. I cittadini devono avere la possibilità di accedere agli uffici comunali e agli atti amministrativi.
Non escludo nemmeno che Sposetti sindaco possa incaricare una persona di alto profilo professionale (dunque se non lui un suo amico di bottega!) e culturale alla cura della trasparenza e di un rapporto più ravvicinato con i cittadini. In fondo, caro De Santis, questa è sempre stata la mia linea di condotta, sia da presidente della Provincia di Viterbo, sia da sindaco di Bassano in Teverina, che nel lavoro di direzione politica e negli incarichi ricoperti in questi anni.
Il messaggio era chiaro , Sposetti ed il Pd stanno alla trasparenza , come il diavolo all’acqua santa . Ilare anche il tentativo di nominare un suo “fido” che potesse assicurare la trasparenza , ben sapendo che in questo modo avrebbe eretto tra il Comune ed il cittadino una nuova sovrastruttura , escludendo sempre da quel rapporto gli unici soggetti di diritto, noi cittadini!
Ebbene, ditemi se non vi sembra di una ingenuità senza misura . Diversamente da queste poche righe ,traspare tutta la vera natura del personaggio ,interessato solo ad intercettare il voto di milioni di imbelli , ma, figuriamoci ,se si possa poi solo pensare , di affidar loro quegli strumenti utili per verificare e controllare , non sia mai! Chiaramente si rispose a Sposetti , che la trasparenza , quella vera , deve essere terza rispetto alle parti , e dunque pur apprezzando la “sua trasparenza” non potevamo non auspicare la nascita di un diverso modello di fare politica. Ma , dirò di più , di fronte ad una risposta come questa , non vi è alcun dubbio che la nostra proposta ha colto pienamente nel segno , mostrando , non solo la vera natura di tali signori,ma , che la trasparenza , quella che noi auspichiamo , mette paura ,   e ,tale rifiuto, ne è sicuramente la prova tangibile.
Tornando a noi , come era presumibile , a quel punto arrivò anche la telefonata di Marini ,col quale siglammo l’accordo e si impegnò ad approvare uno statuto improntato sulla trasparenza. E’ inutile dire che   Marini , subito dopo il voto, si è dileguato . L’accordo, ad oggi, non è stato rispettato, ne ,mai lo sarà , in quanto se la classe politica decidesse realmente di approvare un modello di gestione della cosa pubblica, improntato sul modello svedese , non ci sarebbero più “filetti” da spartire , ne , conquiste di seggi e scranni , ma , solo miseri stipendi che non giustificherebbero quelle corse ,e, guerre senza tregua, quelle spese colossali per la campagna elettorale, che ogni candidato sostiene ,se non fosse consapevole che quanto investito, tornerà con enormi interessi .
La nostra incursione , proprio per le enormi contraddizioni delle due liste, apparentemente amiche ed alleate , il Pd e l’Idv, ed il nostro sostegno al sindaco Marini finirono ben presto per attirare l’attenzione della stampa nazionale . Il Corriere della Sera ed il Velino furono accorti ad intervistare prontamente i due contendenti. Chiaramente costoro , faccia della stessa medaglia, negarono ogni cosa.
Sposetti infatti, affermò , mentendo , nonostante ci fossero altri comunicati a contraddirlo, e, cosa di una bassezza senza misura , che la richiesta fatta dal nostro gruppo fosse stata di un apparentamento ed un assessorato . Ma cos’altro poteva dire un signore figlio di quella cultura marxista leninista, da sempre educato a vedere il popolino dall’alto verso il basso e mentire anche l’evidenza! Non dimentichiamo infatti che tutta la politica del Pci è sempre stata basata su una precisa consapevolezza , ovvero che la classe operaia , il popolo, non era assolutamente in grado di poter programmare qualsiasi scelta ,e ,che pertanto, solo una piccola elite poteva essere all’altezza del ruolo. Dunque per costoro , la soluzione non è stata mai quella di dare al popolo gli strumenti per comprendere ed evolversi, ma, bensì , dei futili ed ideologici programmi , utili a conservare il potere di una nomenclatura di stato!
 
Marini, e , con nostro dispiacere , in quanto avevamo avuto sensazioni diverse e positive del personaggio, fece altrettanto, nonostante sul suo blog , al seguente indirizzo “http://www.giuliomarini.com/”, è ad oggi ancora presente il comunicato che menziona e pubblicizza l’accordo siglato.
 
Per par condicio con Sposetti , riportiamo testualmente quanto apparso sul blog di Marini all’indomani del patto siglato: “Si è tenuto stamani l’incontro tra Giulio Marini e Roberto De Santis,  nel quale è stato siglato un accordo per avviare un percorso all’interno dell’Amministrazione, di tipo svedese, al fine di assicurare la trasparenza degli atti. E’ un fatto storico e senza precedenti in Italia, che permetterà ai cittadini di vivere il Comune con uno spirito completamente diverso, garantendo meritocrazia e partecipazione. Sarà nostro dovere vigilare su questo processo - dichiara De Santis - al fine di assicurare la totale imparzialità e lanciare un messaggio alla cittadinanza perché la politica, quella vera, ha sempre e solo il bene comune come riferimento”. “Saremo liberi in quanto super partes e Marini sarà garante di tale accordo, affinché tale atto non sia solo formale, ma sostanziale. Inoltre tale accordo si svilupperà per promuovere e diffondere sul territorio della Tuscia una concreta cultura di governo ambientale.
Smentendo dunque l’evidenza , Marini intervistato dalla agenzia “Il Velino” e da Gianni Fregonara del Corriere della sera , dichiarava diversamente :” De Santis, non lo conosco,non l’ho sentito, ma, lo ringrazio. Poi contraddicendosi ”comunque niente apparentamenti è solo una dichiarazione di stima.
Caro Marini, non era una dichiarazione di stima , ma , un accordo politico che prevedeva un suo impegno a portare avanti la nostra legittima istanza ed aprire il suo Comune , ed evidentemente non il nostro , alla trasparenza.
 
Questa piccola parentesi , deve far riflettere, in quanto , una nostra piccola incursione, in poche settimane , ha smascherato comportamenti e doppiezze dei nostri rappresentanti . Ma , soprattutto capire che la trasparenza non è un messaggio rivolto al “popolino” per accaparrarsi la sua fiducia ed usarla poi per scopi personali . Non è, come sempre avviene ,un semplice slogan, ma , uno strumento reale, tangibile che chiunque abbia interesse potrà utilizzare per difendersi da uno Stato sempre più distante dai cittadini . La trasparenza amministrativa è la chiave che servirà a rivoluzionare i rapporti tra cittadini e Stato , assegnando a questi ultimi un ruolo effettivo e non di mera comparsa.
 Morale della favola...i due candidati Sposetti e Marini intervistati dal Corriere della Sera ..hanno addirittura negato di conoscere il nostro candidato a sindaco......a noi viene da ridere...si definiscono pure dirigenti ....ma sono stati messi in trappola da un gruppetto di cittadini...vedete il link del corriere sera:
http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/23/Niente_appoggio_voto_Sposetti_contro_co_9_080423105.shtml
domenica, 27 settembre 2009

Colossale truffa ai danni dello Stato, spariti 98 miliardi di euro

Una recente inchiesta  volutamente insabbiata ha rivelato che 100000,00 slot machine , pur essendo risultate di azzardo , sono state  regolarmente omologate dallo stato! Sempre la stessa inchiesta ha scoperto un’evasione da parte delle concessionarie di gioco di  98 miliardi di euro..dove sono finiti questi soldi!!!!!!!!!!!!!

Secondo la commissione e gli investigatori, questo tesoro sarebbe stato regalato alle società che gestiscono il gioco d’azzardo legalizzato.  Piccolo particolare ….nei consigli di amministrazione di alcune di queste società siedono uomini appartenenti a famiglie legate alla Mafia.  Insomma, lo Stato italiano invece di combattere Cosa Nostra le avrebbe regalato decine di miliardi di euro.

Come mai tutti i vertici del Monopolio di Stato sono rimasti al loro posto, come il direttore generale dott. Tino, la dottoressa Barbarito , la dottoressa Alemanno (sorella dell’ex ministro di Alleanza Nazionale).

Le indagini hanno evidenziato che i Monopoli hanno sostanzialmente tollerato che l’impianto predisposto» per regolare il gioco e ottenere il pagamento delle imposte «non entrasse a regime per più di un anno, rinunciando a qualunque forma di sanzionamento che avrebbe dovuto essere attuata». E ancora: perché i Monopoli non hanno preteso il pagamento delle somme dovute?

Una delle società concessionarie più importanti è Atlantis , rappresentata da Laboccetta. Laboccetta non si occupa, soltanto di politica, è anche il rappresentante in Italia di Atlantis, cioè della principale società concessionaria dei Monopoli per il controllo delle slot machine. Laboccetta è il legale rappresentante della Atlantis, la società concessionaria di slot-machine che più di ogni altra sarebbe debitrice allo Stato: 31 miliardi e mezzo di euro. Laboccetta è uomo di An e secondo un magistrato che ha seguito l’inchiesta evitano la revoca della concessione per Atlantis World e in cambio sostengono la scelta del dr. Tino al vertice dei Monopoli. Il dirigente, nominato dall’ex ministro Giulio Tremonti, è stato riconfermato dal centrosinistra nonostante l’indagine di Potenza. Dalle telefonate si comprendono gli interessi in gioco: si parla di milioni di euro che i Monopoli dovrebbero incassare e che mancano all’appello. Atlantis è il leader del mercato, ma è in ritardo con il versamento della quota spettante allo Stato. E il rischio del ritiro della concessione avrebbe prodotto un danno di milioni di euro alla società guidata da Laboccetta, un’impresa con base alle Antille. Tra i soci di maggior peso di Atlantis , ci sarebbe Francesco Corallo, figlio del pregiudicato Gaetano, condannato per associazione a delinquere. «Don Gaetano - ricostruisce Marco Lillo - ha scontato la sua pena, ma negli anni Ottanta fu arrestato per la scalata ai casinò di Campione e Sanremo. In quella indagine emersero i rapporti di don Tano con il boss della mafia catanese Nitto Santapaola. Corallo junior non era indagato e oggi guida un impero che controlla tre casinò alle Antille».

Vi ricordate il caso Speciale..il Generale della Finanza rimosso da Visco del Pd …..ecco il perché:

Il generale Roberto Speciale, rimosso dalla guida della Guardia di Finanza, ribadisce le sue accuse al viceministro Vincenzo Visco. Dichiara infatti: «È vero. Vincenzo Visco mi telefonò per avere notizie sull’indagine che riguardava Giorgio Tino, il direttore dei Monopoli di Stato che lui stima molto». Ma aggiunge un elemento di non poco peso,  Spiega Speciale: «Visco mi chiedeva informazioni sulle inchieste della Guardia di Finanza. In particolare mi ricordo una telefonata in cui il viceministro era arrabbiatissimo», è la versione del generale.  La stessa che ha già fornito a Gianluigi Nuzzi del Giornale. E Speciale spiega: «Era la sera del 16 giugno 2006. Molti ufficiali erano con me a Villa Spada per la tradizionale cena di chiusura del corso superiore di polizia tributaria.  All’improvviso tra i commensali si diffonde la notizia dell’arresto di Vittorio Emanuele. E subito dopo squilla il mio telefonino. Era Visco, furente: “Lei non mi ha detto nulla”, esordì. Voleva avere immediate informazioni sulla situazione processuale di Giorgio Tino, il direttore generale dei Monopoli, indagato nell’inchiesta di John Henry Woodcock. Tino è un manager che Visco tiene in alta considerazione». Quali sono le informazioni che Visco avrebbe desiderato? «Voleva notizie sulla posizione di Tino».

Un’inchiesta che ha puntato dritto anche su Tino, tanto che la magistratura contabile ha aperto un procedimento nei confronti del direttore dei Monopoli ipotizzando un ingiusto danno per l’erario di 1,2 miliardi di euro!!!!!!!! Una somma che proprio Tino potrebbe essere chiamato a risarcire allo Stato.
Il Secolo XIX chiede quindi chiarimenti a Giorgio Tino, ma non ottenendo nessuna risposta i suoi cronisti si sono rivolti direttamente a Visco, senza però ottenere una riga di chiarimento.
In particolare: il Secolo XIX ha chiesto al vice-ministro perché Giorgio Tino (nominato dal centrodestra) sia stato confermato al vertice dei Monopoli dallo stesso Visco nonostante un mese prima fosse stato indagato dai magistrati di Potenza.

 

Nella faccenda ovviamente viene tirato in ballo il Governo e Antonio Di Pietro che, in qualita’ di Ministro delle Infrastrutture, dichiarava in un intervista al Secolo XIX: «Non approviamo e non approveremo mai nessuna soluzione che non preveda il recupero per intero dei 98 miliardi di euro, la cifra che, secondo le stime della Corte dei Conti, le società concessionarie delle slot machine dovrebbero allo Stato. È accaduto che abbiamo posto all’attenzione del governo la questione che il caso delle slot e di quella gigantesca evasione da 98 miliardi di euro poteva essere risolto soltanto in un modo: recuperandoli tutti quei soldi, fino  all’ultimo!!!

Ebbene solo parole …….infatti pochi mesi dopo viene tutto risolto con un provvedimento che condona ogni cosa.

Infatti il 14 maggio 2008 sempre il Secolo XIX deve pubblicare una sorpresa poco piacevole.
“Silenzio generale. L’accordo è stato siglato, ma nessuno se n’è accorto. I Monopoli e le società concessionarie delle slot machine hanno firmato la nuova convenzione. Il punto chiave? Non è prevista alcuna penale in caso di tardato pagamento del Preu (Prelievo Erariale Unico), la tassa del 12 per cento sulle cifre incassate. In parole povere: se le società non pagheranno per tempo l’imposta prevista per ogni giocata... non succederà niente. È stata di fatto abolita la sanzione che aveva portato la Corte dei Conti a chiedere alle società concessionarie (ma anche ad alcuni funzionari dei Monopoli, tra cui il numero uno, Giorgio Tino) il pagamento di oltre 90 miliardi di euro.

Maggioranza (allora centrosinistra) e opposizione (centrodestra) avevano sostenuto le ragioni delle concessionarie contro gli interessi dello Stato!!!!. L’ex vice-ministro dell’Economia, Vincenzo Visco, si era rifiutato di fornire una qualsivoglia spiegazione dell’accaduto ai cronisti del Secolo XIX: «Con voi non parlo perché non mi siete simpatici», aveva liquidato la questione. Del resto, come dimostra chiaramente l’elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti.

Comunque vada a finire, sono in molti a porsi importanti domande.
Tra AAMS (Monopoli) ed i raccoglitori ci sono degli intermediari autorevoli, incominciando dalla Sogei che ha l'obbligo di verificare la regolarità e la tempestività delle comunicazioni che gli pervengono dai 10 concessionari o “provider” che dir si voglia (Criga, Lottomatica, Snai, Sisal, Cogetech, Hbg, Gmatic, Atlantis World, Cirsa, Saparnet) a cui affluiscono automaticamente i dati forniti dalle macchine abilitate.  Di conseguenza tutti costoro, in caso di evasione, sono venuti meno all'obbligo della vigilanza e del controllo.
 

Le domande che dobbiamo porci sono le seguenti….chiaramente rimaste irrisolte:

Sono i concessionari con le loro società partecipate (le scatolette cinesi) ad averle trattenute?  E quale e' stato il ruolo della Sogei? E per quale motivo sono i concessionari a dover dare visibilità dei dati della raccolta a Sogei e non e' invece Sogei a dover accedere direttamente ai sistemi informativi dei concessionari?  Ed AAMS ( monopoli di stato)  quale potere aveva, anche propositivo, che non ha esercitato per consentire una costante e corretta visibilità dell'intera filiera affinché potesse funzionare visto che conosceva le difficoltà di Telecom e Tim nel fornire le linee necessarie ai collegamenti automatici?  Ed il PREU che parte occupa nei 98 miliardi di euro?

Sono tutti interrogativi ai quali non e' stata effettivamente data alcuna risposta nell'audizione e mai avremo la possibilità di averne –l’unica cosa certa è che sia destra che sinistra hanno preso una sola decisione comune: avallare le richieste di società private con una decisione ignobile che ha prodotto un grave ammanco allo stato! La morale…una sola…lavorate schiavi!!!!!!!!!!!!!!!!